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Il rigetto è una reazione del sistema immunitario dell’organismo nei confronti di qualcosa che esso riconosce come estraneo e potenzialmente nocivo.

E’ un fenomeno frequente quando vi è l’immissione nel corpo di nuovi tessuti, ad esempio, quando vi è il trapianto di organi. Ma quali sono i rischi di rigetto in caso di implantologia dentale?

Il rigetto dei perni degli impianti è un rischio che agli esordi dell’implantologia dentale era molto frequente, ciò perché erano realizzati con metalli non particolarmente puri.

Proprio a causa di tale elevato rischio di rigetto vi era molta paura da parte dei pazienti ad affrontare questo tipo di interventi e, inoltre, il paziente era tenuto ad aspettare alcuni mesi prima di poter procedere all’applicazione delle protesi definitive sopra gli impianti.

Oggi il rischio di rigetto è vicinissimo allo zero e ciò grazie alla sostituzione dei metalli tradizionalmente usati per la realizzazione degli impianti con il titanio, questo materiale ha un’elevata purezza e decontaminazione delle superfici.

Queste caratteristiche conferiscono al titanio un’elevata biocompatibilità e quindi l’organismo non riconosce i perni, che vanno a sostituire l’apparato radicolare del dente, come estranei. Oltre alla biocompatibilità, il titanio assicura osteointegrabilità, ciò vuol dire che l’impianto diventa un’unica cosa con i tessuti circostanti e di conseguenza è difficilmente attaccabile dal tartaro.

Dal rischio di rigetto deve essere distinto il rischio di perimplantite che si verifica quando tra l’impianto dentale e i tessuti circostanti vi sono dei batteri che formano tasche parodontali e logorano i vari tessuti fino a portare alla perdita dell’impianto.

Questo problema è generato da due possibili fattori:
– una cattiva igiene orale del paziente con formazione di tartaro, tabagismo, trauma da occlusione;
– oppure da una contaminazione precedente all’impianto dovuta a scarso rispetto delle norme igieniche da parte del dentista, ecco perché è bene affidarsi a professionisti seri e qualificati.

In entrambi i casi descritti seppur la reazione è simile a quella del rigetto ed è necessario rimuovere gli impianti dentali, non si può parlare di rigetto in quanto le cause non sono riconducibili a un non riconoscimento da parte dell’organismo, ma errori umani.