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La perdita dei denti: un problema diffuso

Si è svolta a cura di Doxa e dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica l’interessante ricerca sulle abitudini degli italiani in fatto di edentulia e rapporto con le protesi dentali. I risultati, presentati alla 35° Edizione del Congresso Internazionale di Odontoiatria Protesica, sono stati raccolti su un campione di ben 800 intervistati, selezionati tra individui di età compresa tra i 40 e i 75 anni d’età. L’intento? Quello di comprendere meglio la percezione di un problema – quello della perdita dei denti – tra i soggetti maggiormente interessati, nel tentativo di elaborare una migliore strategia informativa e di sensibilizzazione. Ad oggi, secondo i risultati raccolti, il numero di italiani ultra-quarantenni ai quali manca almeno un dente sfiorerebbe i 19 milioni: una cifra considerevole, che equivarrebbe a circa sette adulti su dieci.

La ricerca condotta dall’AIOP

Come spiegato da Fabio Carboncini, presidente dell’AIOP, questa ricerca porta alla luce un fenomeno con un impatto sociale più ampio di quello che potrebbe sembrare a prima vista. La mancanza di denti, non accompagnata da un’adeguata sostituzione con protesi, conduce infatti a conseguenze di larga portata nella vita dell’individuo colpito: agli aspetti più strettamente legati alla salute si aggiungono infatti quelli psicologici, che possono peggiorare la qualità della vita e delle relazioni. Le percentuali si fanno via via più più preoccupanti con l’avanzare dell’età, arrivando a una media di dieci denti mancanti quando si sfiorano i 65 anni, e assumendo i contorni di una vera problematica sociale. Ma quali sono le cause di questo fenomeno?

Le cause

La cattiva o inesistente prevenzione riguardo la salute della bocca è associata, secondo i risultati dello studio, a una bassa scolarizzazione. La cattiva informazione riguardo l’importanza di comportamenti virtuosi di igiene e controllo, quindi, si trova in cima ai fattori di rischio riguardo la perdita dei denti. Proprio i soggetti più anziani e a rischio, inoltre, sembrerebbero anche quelli maggiormente disinteressati ad affrontare il problema con l’aiuto di uno specialista, ricorrendo alla sostituzione degli elementi mancanti con una protesi odontoiatrica. Gli intervistati, in particolare, hanno rivelato un cattivo rapporto con l’appuntamento periodico dal dentista per le visite di controllo, dichiarando di recarsi dallo specialista esclusivamente per la risoluzione di problemi già in corso. Il risultato di queste cattive abitudini è che ben il 43% degli adulti in Italia arriva a compiere gli 80 anni con meno di 20 denti in bocca, con gravi conseguenze sulla qualità della masticazione, della digestione e – in generale – sulle condizioni di salute.

L’odontoiatria italiana tra prevenzione e cura

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato, già nel 2003, il forte legame tra capacità masticatorie e benessere dell’organismo. Gli studi dimostrano, infatti, una stretta connessione tra masticazione e afflusso di sangue al cervello, con conseguenti benefici per la memoria e l’integrità delle funzioni cognitive superiori. Questo aspetto, associato al fattore estetico e a quello più strettamente correlato alla digestione, rende indispensabile disporre interventi di prevenzione o di reintegrazione nel caso di caduta dei denti. Oggi, grazie al progredire delle competenze mediche e delle tecnologie al servizio della salute orale, l’installazione di protesi di alta qualità è sempre più semplice e sicuro: materiali all’avanguardia e professionisti sempre più specializzati offrono prestazioni di gran lunga migliori rispetto al passato. L’odontoiatria italiana, in particolare, ha raggiunto oggi un livello qualitativo che può essere considerato tra i migliori in Europa.