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Con l’ausilio di materiali biologici o biocompatibili, è oggi possibile favorire la ricrescita dell’osso, nei casi in cui vi siano fratture o lesioni che non si avviano spontaneamente a guarigione.

La rigenerazione dell’osso mediante ricrescita, già praticata in ortopedia, è sempre più diffusa anche nel settore della chirurgia odontoiatrica, dove è utilizzata per la riparazione dell’osso alveolare. E’ un processo che richiede la compresenza di matrici, fattori della crescita e cellule. Quando, infatti, si verifica la cosiddetta perdita di sostanza dell’osso, per favorirne la ricrescita, è necessario ricreare le condizioni ottimali che consentono di colmare il vuoto.

Tali condizioni vengono prodotte attraverso la realizzazione, nel punto in cui deve essere effettuata la ricostruzione, di una matrice, detta tecnicamente scaffold. Si tratta di un’impalcatura tridimensionale, che sostituisce la parte mancante e forma la struttura attorno alla quale si rigenera l’osso.

All’interno dell’impalcatura convergono sia le cellule responsabili della rigenerazione ossea (gli osteoblasti) che i fattori della crescita. Questi ultimi sono mediatori biologici naturali, ovvero proteine che stimolano la rigenerazione ossea. Per la formazione dello scaffold devono essere impiegati materiali biologici o compatibili.

I materiali utilizzati si distinguono in naturali e sintetici.

Tra i materiali naturali viene frequentemente usato l’osso demineralizzato, ottenuto dallo strato esterno delle ossa lunghe. Esso contiene un numero elevato di proteine morfogenetiche dell’osso, che stimolano la proliferazione delle cellule e la loro differenziazione in osteoblasti ovvero in produttori di osso. Viene usato anche l’osso bovino deproteinizzato. Altri materiali naturali normalmente adoperati sono il collagene, la fibrina, il chitosano, l’amido e l’acido ialuronico.

Nell’ambito della chirurgia odontoiatrica si stanno diffondendo largamente anche i biomateriali di sintesi, che sono sostanzialmente prodotti ceramici altamente compatibili. Molto adatto è il fosfato di calcio così come alcuni polimeri, cioè molecole grandi formate da raggruppamenti di molecole più piccole. Tra questi trovano frequente impiego il polipropilene, il polifosfazene e le polianidridi.

Tutti questi materiali hanno una struttura porosa, che presenta, cioè, delle piccole cavità all’interno della propria massa; per questa ragione sono particolarmente idonei ad ospitare le cellule e i fattori di crescita. La loro combinazione con sangue favorisce ulteriormente la formazione del tessuto osseo. Il sangue, in formula concentrata e arricchita da piastrine, contiene quantità notevoli di fattori di crescita. La produzione ossea risulta più rapida e consistente.

I materiali che costituiscono lo scaffold non devono essere rimossi con intervento chirurgico, ma degradano spontaneamente man mano che ricresce l’osso nuovo.