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L’ablazione del tartaro, o detartrasi, è un trattamento eseguito dal dentista, o dall’igienista dentale, ed ha lo scopo di eliminare gli accumuli di tartaro sui denti.

Il tartaro è un insieme di depositi di minerali colonizzati da batteri che si accumulano nel solco gengivale, la sua formazione è dovuta ad una non completa rimozione della placca attraverso le manovre di igiene quotidiana. La saliva procura una precipitazione dei sali minerali nella placca e ciò porta alla calcificazione e formazione del tartaro.

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Formazione del tartaro

Proprio a causa del ruolo della saliva il tartaro si forma maggiormente in corrispondenza delle ghiandole salivari e quindi in corrispondenza dei molari superiori (ghiandole parotidi) e incisivi inferiori (ghiandole sublinguale e sotto-mandibolare).

La presenza di tartaro ha notevoli conseguenze in quanto irrita le gengive permettendo ai batteri di annidarsi al suo interno, l’irritazione porta le gengive prima a sanguinare e a poco a poco a staccarsi dai tessuti del dente creando tasche parodontali che, se non trattate, portano alla parodontite e alla perdita del dente.

La presenza del tartaro, oltre ad essere visibile ed esteticamente poco gradevole, in quanto di colore giallastro che può tendere verso il marrone in caso di tabagismo, crea anche alitosi perché dopo i pasti il cibo che si accumula nelle tasche gengivali marcisce e crea un cattivo sapore in bocca e un odore altrettanto sgradevole.

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Ablazione del tartaro

L’ablazione del tartaro andrebbe eseguita almeno una volta l’anno, nelle persone predisposte alla formazione del tartaro in quanto poco attente all’igiene orale, oppure in caso di denti storti e difficili da pulire, può essere necessario sottoporsi a detartrasi ogni sei mesi o quattro.

L’intervento di detartrasi può essere eseguito manualmente o attraverso l’uso di ultrasuoni. Gli ultrasuoni permettono di sgretolare depositi di grandi dimensioni e facilitano il distacco di quelli ben adesi, per questo motivo rappresenta la tecnica più utilizzata. L’uso della tecnica manuale è, invece, particolarmente indicata quando la placca è localizzata in siti particolarmente difficili da raggiungere o delicati.

Dopo la detartrasi

In seguito all’ablazione del tartaro il paziente può avvertire una minore stabilità dei denti, questa è dovuta al fatto che il tartaro aveva avvolto la struttura del dente e allo stesso tempo l’aveva indebolita, la rimozione porta a galla gli effetti della presenza di tartaro. La pulizia dei denti non può in alcun modo rovinarli.

Se la rimozione avviene in modo periodico tale fenomeno non si ravvisa, in alcuni casi è solo un piccolo fastidio facilmente superabile, solo in limitati casi può essere necessario l’uso di fibre inglobate in resina per ridare sostegno ai denti.

In seguito alla detartrasi è possibile anche verificare una maggiore sensibilità al caldo e al freddo, la stessa viene superata con l’uso di dentifrici specifici.